Protesi Totale d’Anca

L’anca è una delle più grandi articolazioni del corpo, le principali cause che determinano un danno all’articolazione dell’anca, sono tre:

  • Osteoartrosi. Sono le artrosi più comuni, caratterizzate dal consumo (dovuto a sfregamento continuo) della 
cartilagine articolare.
  • Artrite reumatoide. Si tratta di una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario, piuttosto che difendere 
l’organismo dalle infezioni, lo attacca. Ciò va a discapito delle articolazioni che diventano rigide, dolorose e 
gonfie.
  • Frattura ossea. Si tratta di una delle fratture ossee più comuni tra le persone anziane.

Altre cause molto comuni che necessitano dell’intervento anche nei pazienti più giovani, sono:

  • Artrite settica;
  • Conflitto femoro-acetabolare;
  • Necrosi avascolare;
  • Malattia ossea di Paget;
  • Lussazione congenita dell’anca;
  • Tumori ossei.

Il paziente trae, generalmente, grandi benefici dall’intervento chirurgico, che risolve la sintomatologia dolorosa, restituisce autonomia di movimento e porta ad un sensibile miglioramento della qualità di vita.

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Sintomi

I sintomi principali della lesione del femore sono il dolore e l’impossibilità di stare in piedi sulla gamba rotta, mentre dopo pochi giorni dal trauma, compare il gonfiore e l’ematoma.
La diagnosi di una frattura del femore è, generalmente, fatta con una radiografia dell’anca e del femore. In alcuni casi, se il paziente cade e si lamenta di dolore all’anca, una frattura incompleta potrebbe non vedersi con una normale radiografia, perciò si consiglia di eseguire una risonanza magnetica.

La prima misura terapeutica consiste in un trattamento conservativo (riabilitazione, fisioterapia e antidolorifici)
se l’entità del danno è notevole o ha natura cronica va presa in seria considerazione la possibilità di sottoporsi all’intervento chirurgico di protesi d’anca, sostituendola completamente utilizzando delle protesi in metallo
La sostituzione totale, chiamata anche artroprotesi, prevede di intervenire su entrambe le componenti articolari: il femore e l’acetabolo.

L’intervento di protesi d’anca si esegue, di solito, in anestesia generale. Tuttavia, è possibile anche optare per una anestesia epidurale, in cui solo la parte inferiore del corpo è insensibile al dolore. Chi sceglie questa seconda opzione non è, comunque, cosciente poiché deve assumere dei forti sedativi. 
L’intervento dura tra i 60-90 minuti.

Quando si rimuove l’articolazione danneggiata, si tolgono la parte superiore del femore (testa, collo e un pezzo del corpo) e la porzione di acetabolo, entro cui alloggia il femore stesso. A questo punto si passa alla sostituzione dell’anca con una protesi in lega metallica

Esistono più di 60 modelli diversi di protesi d’anca. La scelta della protesi più appropriata spetta al chirurgo che, di volta in volta, fa diverse considerazioni relative a:

  • Età del paziente;
  • Peso corporeo e fragilità di alcuni materiali (ceramica);
  • Eventuali allergie del paziente ai materiali (metalli) della protesi;
  • Genere;
  • Patologia di base

Decorso post-operatorio

Un tempo, i pazienti erano costretti all’immobilità, in un letto, per diverse decine di giorni. Oggi, invece, grazie alle attuali tecniche chirurgiche e alle nuove protesi, possono riprendere a muoversi, ovviamente con l’aiuto delle stampelle, già il giorno stesso dell’intervento.
Il ricovero ospedaliero, pertanto, non è lungo e si aggira tra i 3 e i 5 giorni.

Due raccomandazioni sono assai importanti:

  • quando si è sdraiati a letto per riposarsi, è bene mantenere un cuscino tra le gambe, in modo tale che l’anca rimanga in posizione corretta;
  • utile indossare vestiti imbottiti, che preservino la ferita da irritazioni

Alla dimissione sarà consegnato dal chirurgo un documento contenente le informazioni relative alla protesi d’anca impiantata, i consigli per una corretta riabilitazione e per una specifica fisioterapia.

La riabilitazione

La riabilitazione è fondamentale per recuperare, nei tempi stabiliti, la piena mobilità articolare.
Essa comincia già dopo la dimissione dall’ospedale e consiste in un programma di esercizi da eseguire in palestra. In questa sede, il paziente deve affidarsi alle cure e ai consigli di un fisioterapista, il quale propone gli esercizi da svolgere e corregge eventuali errori di esecuzione.
La riabilitazione è un momento importante, non solo per il recupero fisico, ma anche per quello psicologico. La sensazione di dolore, patita all’inizio del percorso di recupero, può sconfortare il paziente, ma il sostegno, offerto dalle persone attorno a lui, può aiutarlo a superare tali difficoltà.